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La Valle del Giglio, detta anche Valle di Gressoney, è una di quelle valli che si elevano senza brutalità, con una sorta di dolcezza alpina. All'estremo est del Vallée d'Aoste, da Pont-Saint-Martin ai ghiacciai del Montrose, dispiega i suoi paesaggi in crescendo: strette gole, villaggi di pietra e legno, pascoli sospesi e, infine, nevi eterne. A lungo isolata, questa valle ha visto l'insediamento nel Medioevo della comunità Walser, un popolo dell'Alto Vallese, che ha lasciato un segno indelebile nella sua architettura, nelle sue tradizioni e nella sua lingua. Risalendo la valle, attraverso borghi e panorami, scoprirete una terra profondamente viva, dove storia e natura camminano fianco a fianco. Estate e inverno, la Valle del Lys è da esplorare, respirare e assaporare.

Pont-Saint-Martin, l'ingresso della valle del Lys

Tutto inizia a Pont-Saint-Martin, città di confine tra la pianura piemontese e le montagne della Valle d'Aosta. Lo sguardo è subito catturato da un gioiello dell'antichità: un ponte romano ad arco unico, sospeso sopra il torrente Lys. Costruito nel I secolo a.C., è ancora in uso, testimonianza eccezionale della maestria degli ingegneri romani. Il nome stesso del villaggio rende omaggio a questa impresa.

L'antica casa fortificata, le case basse, le persiane verdi, i giardini murati raccontano la storia dell'Italia alpina. Il centro storico è affascinante, con i suoi portici e le sue fontane. A febbraio, il Carnevale di Pont-Saint-Martin Anima le strade con una spettacolare messa in scena della leggenda del diavolo, bruciato sul ponte, e una corsa di carri attraverso la città. Nei dintorni, piccoli castelli incoronano le colline.

In alto, le montagne chiudono l'orizzonte. La strada risale la valle costeggiando il Lys, un torrente impetuoso che scolpisce la valle dall'alto. ghiacciai del Monte RosaA poco a poco la civiltà svanisce a favore dei selvaggi.

In vacanza con i Walser
Un borgo nell'alta valle del Lys

Issime e Gaby: l'eredità Walser all'ombra dei larici

Salendo, compaiono i primi borghi. Il capoluogo della valle, Fontainemore, merita una sosta per ammirare un ponte medievale e una bella chiesa. Ma quello che segue diventa ancora più noioso. issime, immerso in una splendida valle, è uno dei borghi storici più importanti della comunità Walser. Qui, le case presentano un'architettura tipica: basamento in pietra, pavimenti in legno scuro, balconi esposti a sud. "titsch", un dialetto walser, viene ancora parlato da alcuni anziani, e lo testimoniano i toponimi: Schtefane, Zuberu, Kretzli.

La chiesa parrocchiale di Issime, dedicata a San Giacomo, è un gioiello barocco, con il suo altare in legno dorato, gli affreschi e le statue policrome. All'esterno, gli architravi intagliati, i torchi in pietra e le fontane sono tutti segni di un patrimonio preservato. La passeggiata nella valle di Saint-Grat è molto apprezzata per ammirare rascards (chiamato qui stadio), queste famose costruzioni in legno, che fungevano da fienili o dispense e sorgevano su palafitte di pietra a forma di fungo.

Un po 'più in alto, Sempliciotto Offre un ambiente più aperto, con i suoi pascoli di montagna e i suoi ampi prati. È un luogo ideale per le escursioni estive. Valle di Niel, partendo da Gaby, conduce a un antico borgo estivo Walser, da cui si può ammirare un panorama mozzafiato sulle creste della Rosa dei Banchi. Gli antichi fienili di Niel, accuratamente restaurati, raccontano la durezza della vita in alta quota.

In estate, i sentieri si snodano tra fiori di montagna e ruderi di alpeggi. In inverno, questi villaggi sprofondano nel silenzio e nella neve. Il Sentiero Walser, che attraversa il Valli d'Ayas, Gressoney e Valtournenche segue le rotte migratorie di questo popolo germanico che colonizzò le alte valli del Monte Rosa.

Vacanze a Gressoney
Gressoney Saint Jean: lago e Monte Rosa

Gressoney-Saint-Jean: eleganza alpina e memoria regale

La strada serpeggia tra i boschi, i pendii si allargano, le montagne si avvicinano. Presto si raggiunge Gressoney-Saint-Jean, il cuore culturale e patrimoniale della valle. Situato a 1385 metri di altitudine, il villaggio mostra un fascino scelto con cura, tra Tradizione Walser ed eredità reale.

Il centro di Gressoney-Saint-Jean è un intreccio di strade acciottolate, case con balconi fioriti, negozi artigianali e alberghi secolari. La chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, con il suo slanciato campanile, domina la piazza centrale.

Non perdere il Museo Walser, ospitato in un'antica casa del XVII secolo. Scoprirete la vita quotidiana degli abitanti, gli attrezzi agricoli, gli abiti tradizionali e le usanze religiose. L'architettura degli interni, interamente in legno scuro, testimonia l'ingegno dei costruttori Walser, capaci di creare calore e spazio in condizioni climatiche estreme.

Questo è anche il luogo in cui il Regina Margherita di Savoia, appassionata di montagna, fece costruire la sua casa nel XIX secolo castello estivo, di fronte al Monte Rosa. L'edificio neogotico è oggi visitabile: saloni rivestiti in legno, scalinate maestose, viste mozzafiato sui ghiacciai. La regina Margherita veniva qui per dipingere, leggere e godersi la luce d'alta quota.

Castel Savoia: un rifugio di amore e luce di fronte al Monte Rosa

Arroccato su un promontorio boscoso che ancora oggi viene chiamato belvedere, Castel Savoia È molto più di un castello in cima a una montagna. È un gioiello di ardesia e pizzo di pietra, costruito per amore e per l'amore. La regina Margherita di Savoia, prima regina d'Italia e figura emblematica della monarchia unitaria, fece costruire qui la sua residenza estiva tra il 1899 e il 1904, ma fu a Gressoney che lasciò il suo cuore molto prima delle pietre.

Fu qui, in questa valle di silenzio e neve, che incontrò l' Barone Luigi Beck-Peccoz, un notabile valdostano e amante della montagna, con il quale strinse un rapporto tenero, intellettuale e probabilmente romantico. Margherita andò poi a vivere con la famiglia Peccoz, lontana dalla corte, lontana dai tumulti politici, vicina ai ghiacciai e all'elevazione spirituale. Il loro legame fu discreto, ma duraturo, al punto che, anni dopo la morte del barone, la regina fece costruire il proprio castello quasi esattamente nel luogo del loro primo incontro.

Le torri asimmetriche del Castel Savoia, le vetrate, i soffitti a cassettoni e la grande scalinata scolpita con motivi misteriosi ne sono testimonianza ricerca di intimità, rifugio e bellezzaAnche le cucine, situate in un edificio separato, erano collegate alla sala da pranzo tramite un treno della metropolitana Decauville, simbolo di raffinato comfort, come un amore che proteggiamo dal mondo.

Di fronte Montrose, che Marguerite chiamava il suo "Himalaya personale", il castello si distingue come luogo di memoria sentimentale. Lì dipingeva, scriveva, passeggiava nei boschi, da sola o accompagnata dal ricordo del barone Peccoz. Il " Passeggiata della Regina ", tracciato ancora oggi, si snoda tra i larici e il silenzio, come un'ultima lettera che rileggiamo a bassa voce.

Castel Savoia a Gressoney
Il bellissimo Castel Savoia

Gressoney-La-Trinité: ai piedi dei ghiacciai, nel silenzio delle altezze

Ancora qualche curva e la valle raggiunge il suo punto più alto: Gressoney-La-Trinité, a 1635 metri, l'ultimo villaggio prima dei ghiacciai. Qui il paesaggio si apre come una cattedrale. Le cime del Montrose, le cime gemelle del Lyskamm, il Naso del Lyskamm, il Castore e il Polluce dominano la valle, con le loro nevi perenni e i loro seracchi azzurrognoli.

Gressoney-La-Trinité è il regno di sci e delle alta montagnaIn inverno è una delle tre piste della zona. MonterosaSci, collegata a Champoluc e Alagna. Gli impianti di risalita portano al colle Bettaforca o al Passo dei Salati, ad un'altitudine di oltre 2970 metri. Il freeride è il re, con leggendarie discese nella neve fresca verso il Piemonte.

D'estate i sentieri portano ai rifugi: il Rifugio Città di Mantova, a 3470 m, ovvero il Rifugio Gnifetti, punto di partenza per la salita alla Piramide Vincent o Zumstein. Il Funivia del Gabiet, aperto tutto l'anno, offre un facile accesso a magnifici panorami, che siate alpinisti esperti o semplici escursionisti. Un bellissimo lago vi aspetta per una sosta.

Gressoney-La-Trinité conserva un'atmosfera da fine del mondo. I tetti in ardesia, i forni per il pane restaurati, le cappelle in legno e le pietre incise ci ricordano che qui la storia è un mantello indossato quotidianamente. Le bandiere della comunità Walser, del comune, della Valle d'Aosta, dell'Italia e dell'Europa sono esposte insieme per adornare il municipio, simbolo di questo legame tra identità e modernità.

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Gastronomia e arte di vivere sulla neve

In tutta la valle, il gastronomia locale è un'arte di vivere. Non perdere l' "minestra", zuppa di pane, cavolo, brodo e formaggio, spesso cotta al forno. polenta cremosi, serviti con selvaggina o formaggio fuso, riscaldano le lunghe serate invernali. formaggio I formaggi di montagna, come la Toma di Gressoney, vengono stagionati in cantine fredde. dolci A base di frutti rossi o castagne, i liquori al genepi e le tisane alle erbe selvatiche completano il pasto.

D'inverno i paesi si illuminano: Natale si festeggia nelle cappelle dei villaggi, i mercati propongono prodotti tipici e artigianato Walser e le serate proseguono attorno alla stufa, tra vin brulé e pan di zenzero.

Le centri benessere a Gressoney-Saint-Jean o La-Trinité permettono di rilassarsi dopo una giornata sulle piste, in atmosfere boschive e accoglienti.

Vacanze Gressoney la Trinité
Il villaggio di Gressoney-la-Trinité

Il comprensorio sciistico del Monterosa Ski: tre valli collegate

Da Gressoney-La-Trinité, zona MonterosaSci implementa una delle più grandi reti di binari interconnessi al mondo Alpi italiane oltre 300 km di sentieri. Collega tre valli spettacolari: la valle del Lys, la valle d'Ayas et Valsesia (in Piemonte) — attraverso passi alti, creste aeree e moderni impianti di risalita. Passo dei Salati (2971 m), raggiungibile con la funivia da Staffal, è il punto strategico di questa traversata panoramica. Cambiando per Champoluc ou Alagna, scopriamo piste lunghe, varie, spesso poco frequentate, con suggestivi panorami sul Monte Rosa. Il comprensorio è rivolto sia a sciatori esperti che a semplici appassionati di freeride e di grandi differenze di altitudine, così come agli sciatori più tranquilli, desiderosi di scivolare tra boschi di larici e pascoli innevati. Il Monterosa Ski offre il privilegio di uno sci transfrontaliero, tra cultura Walser e tradizioni piemontesi, in una natura rimasta incontaminata.

Sali il Valle del Lys, è intraprendere un viaggio verticale, dalla pianura del Vallée d'Aoste, ai ghiacciai, dal mondo romano alle alture Walser, dalla pietra scolpita alle nevi eterne. Ogni villaggio, ogni curva, ogni cima invita a rallentare, a osservare, ad ascoltare. In questa valle preservata, la storia si fonde con i paesaggi, la tradizione con la modernità, l'inverno con il silenzio.

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