Prima di scoprire Bormio, nel cuore delle Alpi Retiche, bisogna arrivarci. Siamo nel Alpi Lombarde e l'accesso più facile inizia da Milano. La strada costeggia il Lago di Como e poi entra nel lungo corridoio della Valtellina, un'ampia valle orientata est-ovest, dove l'influenza mediterranea resiste ancora all'altitudine. I pendii sono ricoperti di vigneti terrazzatiSostenuti da chilometri di muretti a secco, spettacolare testimonianza di secoli di lavoro agricolo. Qui, il vino racconta già la storia di una montagna abitata, plasmata, mai selvaggia in senso stretto.
Superando Sondrio e poi Tirano, la valle si restringe. I paesi diventano più compatti, i campanili più tozzi. Anche l'architettura cambia, diventando più alpina. Dopo Sondalo, la frattura è netta: la strada sale, la luce cambia, l'aria si fa più secca. Si entra nel Alta Valtellina, un territorio di confine, a lungo considerato strategico.
Arrivare a Bormio, a quota 1.225 metri, regala un'impressione unica: quella di un città di montagna completa, non una località costruita artificialmente. Le cime chiudono l'orizzonte, ma la valle rimane ampia e accogliente. Si capisce subito perché Bormio è stata per secoli un crocevia commerciale e politicocontrollando l'accesso al Tirolo, all'Engadina e alla Val Monastero.

Bormio, un vero villaggio alpino
Prima di diventare una meta turistica, Bormio era una città autonomadotato di rari privilegi politici ed economici in un ambiente alpino. Dal Medioevo in poi, si organizzò in una comunità libera, la Magnifica Terraamministrare le proprie terre, i pascoli montani e le risorse senza dipendere direttamente da un signore esterno. Questa tradizione di autogoverno ha lasciato tracce profonde nella pianificazione urbana, nelle feste e nella mentalità locale.
Il centro storico di Bormio è da esplorare a piedi, come un libro sfogliato lentamente. Si passeggia in un labirinto di vicoli fiancheggiati da case in pietra con balconi in legno scuro, alcune ornate da affreschi discreti, quasi sbiaditi dal tempo. Tutto qui parla di una cittadina di montagna costruita per durare.
Il cuore simbolico di Bormio batte attorno al KuercIl Kuerc, importante edificio civico della città, è una loggia medievale che si apre sulla piazza centrale. Per secoli, è stato il luogo in cui si esercitava il potere della Magnifica Terra di Bormio. Vi si riuniva per dibattere, amministrare la giustizia e proclamare decisioni collettive. Il Kuerc non era un palazzo chiuso, ma uno spazio pubblico: un'architettura di dialogo e responsabilità condivisa, emblematica dell'autonomia politica di cui Bormio godeva nel cuore delle Alpi.
A pochi passi, il Torre AlbertiL'antica torre di guardia, simbolo del potere civile, richiama la dimensione difensiva della città, crocevia strategico tra il mondo longobardo, tirolese e retico. Più avanti, la Palazzo De Simoni, oggi museo civico, permette di entrare nell'intimità della società bormina: oggetti di uso quotidiano, costumi tradizionali, attrezzi agricoli e documenti amministrativi raccontano la storia di una comunità montana organizzata, consapevole delle proprie risorse e dei propri limiti.
Gli edifici religiosi rivelano un altro aspetto dell'identità locale. Le chiese di San Vitale al campanile snello, Santo Spirito e i suoi magnifici affreschi sul soffitto o Sant'Ignazio e la sua decorazione barocca o la molto colorata Sant'Antonio (o del Crocifisso) ospitano splendidi esempi di arte sacra di montagna.
Le tradizioni sono ancora molto vive. La più spettacolare rimane la Festa PasqualeCelebrati a Pasqua, carri monumentali, trasportati a dorso di uomini e decorati con fiori, simboli religiosi e scene bibliche, sfilano per le strade. Ogni quartiere compete in creatività e fervore. In inverno, Il Carnevale di Mat Inverte i ruoli sociali (i giovani prendono il potere) in una tradizione burlesca ereditata dai tempi antichi. Queste feste non sono rievocazioni turistiche: continuano a strutturare il calendario e a perpetuare l'identità locale.

Sciare a Bormio, una grande tradizione
La reputazione internazionale di Bormio si basa su tradizione sciisticaÈ impegnativo, a volte brutale, ma sempre ambientato in un paesaggio magnifico. Il leggendario Sentiero dello StelvioIl tracciato, che ospita regolarmente gare di Coppa del Mondo, è uno dei più temuti del circuito: pendii ripidi, cambi di ritmo e tratti tecnici. Incarna una visione dello sci d'altri tempi, dove la montagna detta le sue regole.
Ma il comprensorio sciistico di Bormio non si limita alla spettacolare immagine della Stelvio, la leggendaria pista aggrappata ai ripidi pendii del Vallecetta. Si inserisce in un paesaggio montano coerente, distribuito principalmente sui fianchi del Monte Vallecetta (3148 m) appena sopra la città, tra 1.225 metri e 3.000 metri di altitudine di Cima Bianca. Questa immediata vicinanza al centro storico, con gli impianti di risalita subito all'uscita del paese, è una delle caratteristiche uniche di Bormio: in pochi minuti si abbandonano le vie medievali per ritrovarsi nel cuore di un paesaggio di alta montagna.
Le Il principale comprensorio sciistico di Bormio compte circa 50 chilometri di binariservito da una quindicina di impianti di risalita, il cui centro nevralgico è situato a Bormio 2000Le piste alternano ampi pendii aperti, canaloni più tecnici e lunghe discese nel bosco, regalando allo sci un'esperienza davvero varia. Mentre lo Stelvio attira l'attenzione con la sua pendenza e la sua storia, ospitando regolarmente gare di Coppa del Mondo maschile, il resto del comprensorio offre uno sci più progressivo, spesso più intimo. Le piste si snodano tra foreste di larici e abeti rossiriparato dal vento, immerso nella morbida luce invernale, ideale per famiglie e sciatori di livello intermedio.
Ciò che colpisce di Bormio è la continuità tra pratica sportiva e vita localeI rifugi e i ristoranti non sono semplici punti di ristoro standardizzati: servono piatti radicati nella tradizione valtellinese – pizzoccheri, polenta, formaggi d'alpeggio – in un'atmosfera in cui si incontrano sia gente del posto che turisti. Gli impianti di risalita, relativamente discreti, seguono le curve naturali del territorio senza mai deturpare il paesaggio. Qui, lo sci è diventato parte integrante di una montagna vissuta e abitata.
Questa offerta è naturalmente completata dal comprensorio sciistico di Valdidentro, nella zona Isolaccia-Cima Piazzi, a pochi minuti di auto da Bormio. Più mite e soleggiata, questa zona raggiunge il suo punto più alto intorno 2 metri Offre una trentina di chilometri di piste ampie, ideali per l'apprendimento, lo sci in famiglia e le giornate più rilassate. Anche il panorama è magnifico: si scia di fronte alle immense distese bianche che già preannunciano le alte quote del Parco Nazionale dello Stelvio.
Infine Bormio guarda anche verso il cielo, anzi verso il Ghiacciai dello Stelvio, dove lo sci estivo prolunga la stagione ben oltre il consueto calendario. Sui pendii glaciali di Monte Cristallo e Spize degli spiriti maligni (Montagna degli Spiriti), tra il passo di 2.760 m e 3.450 metriSi scia nel cuore dell'estate, da giugno a fine ottobre, quando il passo è aperto, in una luce quasi surreale, circondati da morene, seracchi e vasti orizzonti minerali. È uno sci diverso, spesso riservato ad appassionati e squadre di allenamento.
Le Olimpiadi invernali del 2026 a Bormio
In occasione dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026 (la Dal 6 al 22 febbraio 2026), Bormio torna ad essere una scena importante nella storia dello sci, perché qui tutto è già scritto “in pista”: una valle stretta, un vecchio villaggio e soprattutto una pista da sci, lo Stelvioche ha plasmato la reputazione sportiva del luogo per decenni. Mille metri di dislivello!
Nel 2026 Bormio dovrebbe ospitare gare di sci alpino maschile È il ritorno, in versione olimpica, di questo anfiteatro naturale dove abbiamo imparato ad amare lo sci "all'italiana": rigido ma elegante, spettacolare senza essere artificiale, con queste lunghe file che si tuffano verso la valle come una storia che accelera.
Questa scelta non è casuale: Bormio è un punto di riferimento internazionale grazie alla sua pista Stelvio, sede abituale della Coppa del Mondo, e la città ha già ospitato grandi eventi, tra cui la Campionati del mondo di sci alpino 1985 e 2005In altre parole, l’ambientazione olimpica non è “collocata” sulla montagna: è il prolungamento di una vera tradizione, di un know-how locale e di una cultura dello sci agonistico profondamente radicata.
Infine, Bormio è anche al centro di una novità storica: sci alpinismo fa il suo debutto nel programma olimpico del 2026 e l'Alta Valtellina si prepara a viverlo per prima con l'intensità di uno sport nato nelle valli, dove l'inverno non è mai stato solo un passatempo, ma un modo per muoversi, per sopravvivere e poi per superare se stessi.

Terme e Benessere a Bormio
Dopo la fatica arriva il momento delle coccole, e a Bormio queste coccole sono incise nella pietra (e nell'acqua!) da oltre duemila anni. Le sorgenti termali qui sgorgano a una temperatura compresa tra 36 e 41 °Cricche di minerali, e venivano sfruttate già in epoca romana, quando Bormio, allora Bormio ad fontesCostituiva una tappa preziosa sulle vie alpine che collegavano la pianura lombarda al Passo Umbrail e, in misura minore, allo Stelvio. Questa tradizione termale non si è mai interrotta: ancora oggi struttura il paesaggio, la storia e persino la geografia intima del paese.
Bormio possiede una rarità unica nelle Alpi: tre stabilimenti termali separati, distribuite sullo stesso pendio, tutte alimentate dalle stesse sorgenti, ma che offrono esperienze molto diverse. Il centro termale nel centro del paese è ora gestito dall' Gruppo Bormio Terme SpA, ed i Bagni (Vecchi e Nuovi) sono gestiti da termine CQ.
Il più iconico è senza dubbio Bagni Vecchi, arroccato a circa 3 chilometri sopra il centro storicoSulla strada che porta al Passo dello Stelvio. È raggiungibile in auto, con navetta da Bormio, o a piedi per gli escursionisti più avventurosi, attraverso un'antica mulattiera che sale dolcemente attraverso il bosco. L'arrivo è di per sé un'esperienza: terrazze in pietra, edifici incastonati nel pendio, spessi muri intrisi di storia. Una piscina all'aperto, sospesa sopra la valle, evoca una sensazione quasi spirituale. Il vapore sale nell'aria fresca e lo sguardo spazia sui tetti di Bormio e sulle cime dell'Alta Valtellina. Alcune piscine occupano antiche strutture romane o medievali, a ricordare che il bagno qui è la ripetizione di un rituale millenario.
Un po' più in basso, a circa 1,5 chilometri dal centrosi trovano Bagni NuoviSituate in un vasto parco paesaggistico, queste terme hanno un design più contemporaneo e offrono una prospettiva diversa sul bagno termale: ampie piscine esterne che si aprono sulle montagne, luminose aree relax, saune panoramiche e trattamenti moderni. Qui, il rapporto con il paesaggio è più orizzontale, più aperto, quasi contemplativo. Le persone vengono per un'intera giornata, spesso come complemento a una vacanza attiva, per rigenerarsi dolcemente dopo lo sci o le escursioni.
Infine, nel cuore della città, a due passi dal centro storico, si trova Bormio TermeIl terzo centro termale è più urbano e accessibile, il che lo rende particolarmente apprezzato dalle famiglie e dalla gente del posto. È raggiungibile a piedi, quasi come andare alla piscina comunale, ma l'acqua rimane la stessa: calda, ricca di minerali e profondamente rigenerante. Le ampie piscine invitano al relax. È anche qui che il legame tra la vita quotidiana di Bormio e la sua tradizione termale è più evidente.
Tra questi tre siti c'è un una vera passeggiata termaleNel cuore della valle, una rete di sentieri e stradine secondarie collega Bormio Terme ai Bagni Nuovi e poi ai Bagni Vecchi, seguendo i pendii boscosi e gli antichi terrazzamenti agricoli. Questa passeggiata, facilmente percorribile in mezza giornata, offre splendidi panorami sulla valle e permette di comprendere come il bagno termale sia fisicamente integrato nel paesaggio. In inverno, alcuni tratti sono percorribili con le ciaspole quando la valle è innevata; in estate, diventano vere e proprie passeggiate storiche.
A Bormio il termalismo è un filo comune che collega la città, la montagna e il corpo. Si scia, si cammina, si scala, poi si scende alle sorgenti termali, come da sempre fanno i viaggiatori qui. E in questo alternarsi di fatica e relax, Bormio rivela una delle sue più belle qualità uniche: quella di una montagna che cura tanto quanto mette alla prova.
Questa alleanza tra sci e terme non è casuale. Riflette un'antica filosofia alpina: il corpo è uno strumento, che va riparata, rispettata e sostenuta. A Bormio la montagna non si consuma: la si attraversa, e lì ci si rigenera.

Lo Stelvio, parco nazionale e passo leggendario
Da Bormio, non si è solo "ai margini" del Parco Nazionale dello Stelvio; ci si è già dentro. Basta uscire dalle ultime case per percepire il cambio di ritmo. I rumori si attenuano, gli spazi si aprono, le montagne scandiscono il ritmo. Creata nel 1935, questa vasta area protetta, una delle più grandi d'Europa, fu concepita fin dall'inizio come baluardo contro lo sfruttamento eccessivo di foreste e pascoli alpini, ma anche come santuario per la fauna alpina che stava iniziando a scomparire. Questa scelta è ancora evidente nell'atmosfera: qui la natura non è decorativa, è fondamentale.
Il parco si sviluppa per gradi. Prima, una fascia di larici e abeti rossi, attraversata da comodi sentieri, perfetti per una prima immersione. sentiero DecauvilleL'ex sentiero militare della Prima Guerra Mondiale è una delle passeggiate più accessibili: ampio e in leggera pendenza, offre ampie vedute sulla Valdidentro. Più in alto, il bosco si apre su pascoli alpini punteggiati di baite in pietra, poi su morene, ghiaioni e lingue glaciali. Valle dei Forni, partendo da Santa Caterina, conduce senza brutalità verso la Rifugio Branca L'avvicinamento è dolce, ma il paesaggio si fa monumentale. E ovunque, l'impressione di vivere un territorio abitato da esseri viventi: cervi all'alba, camosci sui pendii, marmotte al sole, aquile reali e a volte gipeti, se si è disposti a rallentare il passo abbastanza a lungo da vederli.
La strada per Passo dello Stelvio è spettacolare. Attraversa il Parco Nazionale e collega l'Alto Adige e la Lombardia attraverso un percorso altamente strategico voluto dalla potenza imperiale austriaca, che aveva riconquistato il Regno di Lombardia dopo la sconfitta di Napoleone. Un'alternativa alla strada Umbrail che collega Bormio al Val Monasteroin Svizzera. Non è solo una "bella salita": è una progressiva messa in scena dell'altitudineLasciando Bormio, ci si inerpica dapprima in un paesaggio montano ancora abitato: boschi di conifere, radure, profumo di resina, borghi sparsi. Poi, con il passare dei chilometri, la strada si fa più brulla, come a prepararsi a qualcos'altro. Gli alberi si fanno più radi, i pascoli alpini si aprono, l'aria si fa più secca e la valle inizia a ritirarsi alle spalle. Poi arriva il momento in cui si comprende veramente lo Stelvio: il serie di 48 tornanti sul versante di Bormio Non è solo un numero mitico, è un ritmo. Ogni curva è un altopiano, una nuova prospettiva, un punto di osservazione diverso che domina pendii, burroni e creste. Anche senza puntare alla vetta, ci sono punti in cui ci si ferma quasi involontariamente: per guardare la strada che si snoda in un nastro sopra di sé, per ascoltare il vento che acquista forza, per percepire il cambiamento di temperatura. Più si sale, più la montagna si mineralizza: la roccia domina, la vegetazione si assottiglia e l'altitudine "semplifica" il paesaggio, semplificando i pensieri. Lassù, lo Stelvio non è più una valle: è un Un mondo di pietra, luce intensa e pendii spogli, un luogo dove si coglie fisicamente cosa significa attraversare le Alpi. E se ci si spinge fino agli ultimi tornanti, si arriva alla soglia di un crocevia d'alta quota: in pochi minuti si attraversano altri versanti, altre culture, altre luci, la rara sensazione di essere al vertice di un passaggio che non è un confine, ma un porta monumentale.
Qui avete una scelta: sci estivo sul ghiacciaio dello Stelvio oppure discesa attraverso una quarantina di tornanti verso la Val Venosta. Alto Adige.

Le valli attorno a Bormio
A queste magnifiche valli è dedicato un intero articolo. Per leggerlo clicca su questo link.
A sud-est, il Valfurva Si sale come un corridoio naturale verso le alte montagne: una strada aggrappata al fianco della collina, un torrente impetuoso, villaggi d'alta quota e, soprattutto, la sensazione di scendere nel cuore glaciale del parco. Intorno Santa CaterinaI sentieri per famiglie nel fondovalle si snodano lungo punti panoramici molto più "d'alta montagna": qui, anche una breve passeggiata ha un'atmosfera d'alta quota. Più avanti, l'accesso al Valle dei Forni Vi immergerete in un paesaggio di morene e ghiacciai, spettacolare ma non riservato solo agli esperti.
A ovest, il Valdidentro apre un capitolo completamente diverso: più ampio, più luminoso, quasi nordico in alcuni punti. Laghi di Cancano e Torri di Fraele Ne sono il simbolo: l'acqua diventa paesaggio, e i sentieri lungo le rive offrono facili anelli, ideali per le famiglie, con un raro senso dello spazio. In fondo alla valle, la strada varca una soglia verso Livigno attraverso due passi tenuti aperti tutto l'inverno: il Passo del Foscagno (2.291 m) poi Passo d'Eira (2.208 m). Tra i due, Trepalle ci ricorda cosa significa “vivere in alto”, appollaiati a oltre 2.000 metri, come un borgo-passeggiata sospeso.
Infine, tra Sondalo e Bormio, il Valdisotto Si rivela a chi si prende il tempo: pendii soleggiati, borghi arroccati, antiche mulattiere e punti panoramici discreti sulla conca di Bormio. Meno spettacolare, ma perfetto per "escursioni in montagna" senza sforzi eccessivi, e per comprendere, a livello visivo, l'equilibrio tra villaggi, alpeggi e territorio.
Mangiare bene a Bormio
In Alta Valtellina la gastronomia non è né folcloristica né decorativa: è un ricordo commestibile del territorioOgni piatto nasce da vincoli – il freddo, l'altitudine, l'isolamento – e si è trasformato, nel tempo, in un forte segno identitario. Qui, si mangia per sostenersi, per riscaldarsi, per rigenerare il corpo dopo lo sforzo. E questa logica, lungi dall'essere scomparsa, continua a plasmare l'esperienza culinaria odierna.
Le pizzoccheri ne sono l'esempio più emblematico. Queste tagliatelle corte, fatte con farina di grano saraceno, un cereale resistente e adattato ai climi montani d'alta quota, vengono impastate con patate, cavolo o bietola, poi legate con una generosa quantità di burro fuso e, soprattutto, formaggi locali, primo tra tutti il Bitto e il Casera DOPNon è un piatto leggero, né cerca di esserlo. È pensato per fornire un nutrimento prolungato, per accompagnare una giornata di lavoro o un'escursione in alta quota. Nei rifugi come nelle trattorie di Bormio, arriva fumante, quasi solenne, e detta i suoi ritmi: si mangia lentamente, e spesso regna il silenzio.
Le sciattQueste frittelle di formaggio fritte, con la loro crosticina croccante e il cuore fondente, rivelano un altro aspetto della convivialità alpina. Servite calde, accompagnate da un'insalata leggermente amara, vengono spesso condivise all'inizio di un pasto, come un antipasto rustico e gioioso. Il loro stesso nome, derivato dal dialetto locale, evoca qualcosa di vivace, quasi malizioso, una delizia nata dalla semplicità.
ma il cucina dell'Alta Valtellina non si limita a queste icone. Si basa su un cultura della conservazione molto antichi: carni secche, salumi, formaggi di montagna stagionati lentamente in cantine fresche. Bresaola della ValtellinaMagro e profumato, è uno dei prodotti più noti, ma qui assume una dimensione speciale: tagliato sottile, condito con un filo d'olio, talvolta accompagnato da pane nero o patate, diventa un piatto a sé stante, quasi una pausa prima della fatica.
Zuppe dense, polenta e piatti a base di selvaggina o funghi in autunno prolungano questa cucina stagionale, strettamente legata al calendario montano. Nulla è avulso dalla terra: ciò che mangiamo corrisponde a ciò che la montagna offre in quel preciso periodo dell'anno.

Come raggiungere Bormio e l'Alta Valtellina: treni, autobus e navette da Milano
Raggiungere Bormio e il Alta Valtellina da Milano È più semplice di quanto si possa pensare, anche senza auto. Certo, la montagna richiede impegno, ma può essere affrontata gradualmente, attraverso una combinazione di treno, autobus e strade panoramiche che sono già parte del viaggio.
In treno verso Tirano: una dolce salita verso le Alpi
Se si sceglie il treno, il percorso più logico inizia da Stazione Centrale di MilanoI treni regionali regolari ti portano a Tiranno circa 2h30 a 3h, attraversando la Lombardia da sud a nord. Il paesaggio cambia gradualmente: la pianura scompare, compaiono le colline e in lontananza si intravedono già le Alpi.
Tirano non è una stazione ferroviaria qualsiasi. È il punto di arrivo della linea ferroviaria classica, ma anche il punto di partenza della famosa Bernina Express a l'Engadina in SvizzeraAll'uscita dalla stazione, il autobus per Bormio sono immediatamente accessibili: il collegamento è pensato per i viaggiatori. Il viaggio in autobus per Bormio dura circa 1h a 1h30, risalendo tutta la Valtellina, con paesaggi sempre più alpini man mano che si percorrono i chilometri.
Questa modalità di accesso ha un chiaro vantaggio: permette di arrivare a Bormio senza stress, senza dover guidare in montagna, ma vivendo un'esperienza davvero autentica. viaggio di transizione tra la città e l'altitudine.
Autobus diretti da Milano e dagli aeroporti
Se preferisci un viaggio diretto, autobus diretti collegano Milano a Bormio, in particolare durante la stagione invernale quando la località è più frequentata. La partenza è possibile dal centro di Milano, ma anche dal Aeroporti di Milano Malpensa, Linate o Bergamo-Orio al Serioil che è particolarmente comodo dopo un volo.
Il viaggio dura in media 3h30 a 4h30A seconda del punto di partenza e delle condizioni del traffico, questi moderni autobus offrono generalmente un buon livello di comfort e vi lasciano direttamente a Bormio o molto vicino al vostro alloggio. Questa è un'opzione molto gettonata in inverno, soprattutto se viaggiate con l'attrezzatura da sci.
Credito fotografico
Bormio inverno: Sauro Sisti, CC BY-SA 4.0 , tramite Wikimedia Commons / https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/c/c9/BORMIO_panoramica.jpg
Bormio estate: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/1/16/Bormio_da_Villa_Feleit_-_panoramio.jpg /silvio alaimo sj, CC BY 3.0 tramite Wikimedia Commons
Vignetta Bormio: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/fb/La_Conca_di_Bormio.jpg /Maurizio Moro5153, CC BY-SA 4.0 tramite Wikimedia Commons
Bormio Piazza Cavour: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/1/13/Piazza_Cavour%2C_Bormio.jpg /Jussarian, CC BY-SA 2.0 tramite Wikimedia Commons
Stelvio: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/9/95/Stelvio_Pass_Bolzano_side_2.jpg / kallerna, CC BY-SA 4.0 tramite Wikimedia Commons
Pizzoccheri: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/fc/Esno4Wkmana_jul_2014_Cassnam_066.jpg / Cassinam, CC BY-SA 4.0 tramite Wikimedia Commons
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